giovedì 14 ottobre 2010

LE CRONACHE DELLO STAPPA E ATTAPPA



Oltre alla casa di Montecarlo, una sorta di giochino da tavolo (anzi da banco di Montecitorio) simile ad Hotel (anzi, al Grand Hotel), le notizie che hanno funestato la mia estate lavorativa (e l’America, del Nord e del Sud) sono diametralmente opposte ma legate da una sottile ironia.
Da un lato il disastro ecologico del Golfo del Messico causato dall’esplosione della piattaforma della British Petroleum. La fuoriuscita di greggio ha prodotto quell’incubo chiamato Marea Nera, che ha devastato le coste della Louisiana e della Florida.
Dall’altro c’è la sciagura dei minatori cileni, rimasti intrappolati nella miniera di Copiapò a 630 metri di profondità. Una prigionia durata ben 69 giorni.
Da una parte dunque c’è la sciagura che dagli abissi affiora in superficie, dall’altra invece il dramma che sprofonda nelle viscere della terra. Da una parte è stato necessario arginare, contenere, tappare. Dall’altra gli sforzi sono stati tesi ad a scavare, perforare, stappare.
Per un buco che tappi ce n’è uno che stappi, al centro tante vite, tensioni, paure ed allarmi e un'unica forte speranza di lieto fine.

Ps: tanto per sdrammatizzare, dicheno che il minatore fedifrago avesse chiesto ai soccorritori di rimanere altri due mesi là sotto. Meglio riso e scatolette che le pizze di moglie e amante…

mercoledì 13 ottobre 2010

C'HO L'ASMA DA FACEBOOK (EX, ACARI E TAG, LO SCARICAMENTO AI TEMPI DEL SOCIAL NETWORK)



Il povero Narciso, innamoratosi della sua immagine riflessa in uno specchio d’acqua, si lasciò morire, resosi conto dell’impossibilità del suo amore. Storia triste è vero, ma almeno lui, il figlio della ninfa Liriope, da buon minchione aveva fatto tutto da solo. Di certo, nella sua relazione psichedelica, non si era messo di mezzo il social network. Cominciate allora a preoccuparvi, innamorati di Peynet, perché essere lasciati nella vita reale può essere sopportabile, ma il bidonamento virtuale può portare a scompensi cardiaci, esaurimento nervoso, sindrome da Luca Giurato o, come in questo caso, asma. Il Corriere della Sera ci racconta infatti la storia di un diciottenne che, mollato dalla fidanzata e segato dalla lista degli amici di Facebook, è stato colto da violenti attacchi d’asma. I soliti medici del tempo libero ci riferiscono che il ragazzo, già asmatico da diversi anni e sensibile agli acari, nella stagione estiva di solito stava bene. Pare infatti che questi mostruosi allergeni, gli acari, durante i mesi caldi, concedano una tregua (forse perché in quel periodo vanno in letargo e assurgono alla funzione di ispiratori di abiti per Lady Gaga).
Quest’estate invece l’ecatombe: non appena si sedeva davanti al pc, accedeva al sito e realizzava di non avere più la sua ex fra gli amici, il giovane cominciava a respirare a fatica, sembrava una sorta di Galeazzi in conduzione subito dopo essere passato dalla mensa Rai. “La situazione peggiorava- riferisce la madre dell’innamorato -quando riconosceva la sua ex nelle foto dei suoi amici o quando notava che, malgrado la rottura, la ragazza continuava a chattare e a civettare con tutta la comitiva”. Ecco, pur ringraziando per l’eloquente descrizione sintomatica, verrebbe da ricordare alla mamma che con queste frasi ha praticamente dato un’immagine poco elegante della tizia. Zoccola virtuale in pratica, ma pur sempre zoccola.
Morale della favola: il diciottenne ha passato l’estate ad ansimare davanti al pc, fissando lo schermo neanche si trovasse nel bosco della strega di Blair, imbottito di cortisonici, broncodilatatori e farmaci antileucotrienici.
Fossi in lui chiederei un maxi risarcimento a Mark Zuckerberg, perché l’amore potrà anche finire, ma il tag selvaggio può essere fastidioso come una milionata di acari spruzzati nel naso di un asmatico.

lunedì 11 ottobre 2010

CORRI E TROMBA (SE NON CI RIMANI SECCO)




Dopo il mangia e bevi, il gratta e vinci, lo stira e ammira, il mordi e fuggi, per noi, generazione dei 2maroni.0 arriva il corri e tromba. Dalle patinate pagine milanesi del Corriere della Sera un indomito giornalista ci racconta che fra le chiare, fresche e dolci fratte della montagnetta di San Siro, i corridori della domenica mattina, fra un allenamento e l’altro, approfitterebbero dei servigi di una serie di lucciole che stazionano in zona. Lo hanno chiamato jogging-love e a confermare che su dieci runners del parco, ben otto si fermerebbero a ricaricare le batterie (e a scaricare le stilo) ci hanno pensato alcune giovanissime ragazze rumene. Marinela, Catalina, Adalia e Georgia sono chiare: basta un cespuglio, una fratta, anche un ficus beniamino e con 30 euro gli adepti della corsetta si portano a casa un servizio completo. Loro lo chiamano momento di relax, noi lo potremmo ribattezzare defaticamento muscolare, rilassamento da tempesta ormonale o basculamento del bacino ingrifato. Che poi, ammesso che uno voglia sul serio dedicarsi alla corsa, dove troverebbe le forze a fine allenamento per portare a termine, e con dignità, un’altra maratona? Certo, qualcuno obietterà che all’aria aperta e col rischio di farsi scoprire da qualche pargolo che gioca a nascondino, bisognerebbe puntare più sull’intensità che sulla resistenza. Peccato che tutti i medici siano concordi nel ritenere controproducente lo scatto finale alla fine di una sessione di corsa. Oltre a creare microfratture, lo scatto improvviso finale, fa male al cuore provocando aritmie e addirittura infarto. A tutti gli avventori della montagnetta allora il consiglio di scegliere con oculatezza il proprio allenamento. Perché il cuore pomperà pure cinque litri di sangue al minuto, ma una romena per trenta euro, può pomparvi via il fiato, fino a lasciarvi stecchiti a terra, con i calzoncini abbassati e la maglia in nylon sudaticcia che su di voi fa tanto “effetto salamella”.

domenica 2 maggio 2010

Pigliate e portate a casa...

Per una volta niente imprecazioni, maledizioni e minacce di lavori forzati. Per una volta, vi propongo una semplice canzone d'amore. Prendete e portate a casa va....una volta tanto...

martedì 8 dicembre 2009

Pubblicità al contrario




Quando una pubblicità ed un testimonial, pagato oro, producono l'effetto contrario.
Che le donne insicure, con qualche chilo in più e col terrore della pancetta stiano lontane dai pigiami Karel nelle notti di passione col partner.
Se anche una gnocca come Belen indossando il pigiama Karel sprigiona lo stesso sex appeal di Orietta Berti c'è davvero da temere.

PS: notare che la linea si chiama "Tentazioni", nel senso che i pigiami spingono i mariti verso il tradimento....

mercoledì 18 novembre 2009

Sodastram_Ritorna Giusy e le cover non sono scontate


La copertina invece, mi sembra un filino photoshoppata...vabbè...queste le info.

“È un album – racconta Giusy Ferreri - che nasce dall’esigenza artistica di potermi confrontare con cantautori di elevato spessore. La scelta dei brani rappresenta parte del mio bagaglio musicale, che si è evoluto nel tempo e che in mie precedenti esperienze musicali ho avuto il piacere di interpretare”.
Questa la tracklist del disco: “Ciao Amore Ciao”, “La Magia è La Mia Amante”, “Il Mare Verticale”, “Ma Il Cielo è Sempre Più Blu”, “Estate”, “Come Pensi Possa Amarti”, “E Di Amare te”, “Con Una Rosa”, “Piccolo Villaggio”, “Besame Mucho”, “Yesterdays”.
“Fotografie” è un disco nato grazie al confronto e alla collaborazione con TIZIANO FERRO che ha proposto a Giusy brani di grandi autori internazionali, riadattandoli in chiave italiana, con lo scopo di poter omaggiare alcuni paesi del mondo: “Vilarejo” (“Piccolo Villaggio”) della cantautrice brasiliana Marisa Monte, “Como Quieres Que Te Quieras” (“Come Pensi Possa Amarti”) di Rosario Flores, “Dy-Na-Mi-Tee” (“Miss Dinamite”) di Ms. Dynamite e “I Was Made To Love Magic” (“La Magia È La Mia Amante”) di Nick Drake, quest’ultima canzone scelta direttamente da Giusy, che a sua volta ha selezionato: “Con Una Rosa” di Vinicio Capossela, “Il Mare Verticale” di Paolo Benvegnù, “Yesterdays” di Jerome Kern (interpretato in passato da Billie Holiday), “Ciao Amore Ciao” di Luigi Tenco e “Estate” di Bruno Martino. A completare le undici tracce che compongono il disco anche “Ma Il Cielo È Sempre Più Blu” di Rino Gaetano, “E Di Amare Te” (brano scritto da Charles Aznavour ed interpretato nel 1971 da Iva Zanicchi) e “Besame Mucho” di Consuelo Velázquez.
Il CD inoltre conterrà un codice con il quale sarà possibile effettuare il download della suoneria de “Ma il cielo è sempre più blu”, senza alcun costo aggiuntivo.
L’album, presente su tutte le piattaforme digitali online e mobile, è disponibile da oggi in anteprima esclusiva su iTunes in una special edition che contiene il brano “Miss Dinamite”.
Il nuovo album di Giusy Ferreri segue il grande successo di pubblico e di critica ottenuto un anno fa con il cd-ep “Non ti scordar mai di me” (triplo disco di platino con oltre 290 mila copie vendute e numero uno della classifica Fimi/Nielsen per 11 settimane consecutive) e con il primo disco “Gaetana” (5 volte disco di platino con oltre 400 mila copie vendute). “Gaetana”, inoltre, è stato pubblicato in Spagna (in lingua spagnola), Germania, Belgio e Francia (in italiano) ed è presente nella classifica Fimi-Nielsen dei dischi più venduti in Italia da 50 settimane consecutive.

lunedì 16 novembre 2009

Sodacaustica_Paolo Brosio: e mo abbiamo finalmente capito perché La Tribù è saltata!!!


Che poi dico, passi la volontà divina che ha impedito alla Perego di fare l'ennesimo reality trash (la Madonna a volte, ci vuole bene, ammettiamolo), ma la scena di lui che recita l'Ave Maria nel bel mezzo di un'orgia fa riflettere.
A Marrazzo, per evità i Carabinieri, quando stavi co Natalì dovevi dì un Padre Nostro...


«Stavo sull'abisso e Dio mi ha tirato fuori. Mio padre era morto dopo 50 giorni d'agonia, mi avevano bruciato il locale, mia moglie era incinta di un altro, uno che conoscevo, che vedevo tutti i giorni sulla spiaggia. Sulla mia spiaggia, capisci?».
Capisco, lei era depresso. Ma che cosa c'entra Dio in tutto questo?
«Dio c'entra sempre. E poi io non ero depresso, ero disperato. E la disperazione porta ad atti scellerati: potevo prendere un bastone e spaccare la testa a quello là, e invece ho preferito fare male a me stesso».
Ha pensato al suicidio?
«E quando mai? Amo troppo la vita. Mi sono fatto male con il divertimento: l'unica donna che ho amato mi umilia? E io mi vendico con decine di ragazze, senza neppure chiedere come si chiamano. E con loro è arrivato il resto: l'alcol, lo stordimento, la droga. La coca è terribile: ti fa sembrare possibili cose che non potresti neanche immaginare».
Le rifaccio la domanda: che cosa c'entra Dio?
«Ti dico che Dio c'entra sempre. Ascolta: una notte a Torino mi è come esploso il petto, sentivo il cuore che pompava da matto. Solo che non era il cuore, era la coscienza: una voce, dentro, diceva "prega, di' l'Ave Maria". Ero sconvolto, anche perché tutto succedeva in un momento di divertimento esasperato».
Era in mezzo a un'orgia?
«Beh, diciamo di sì».
E lei in mezzo a un'orgia si è messo a recitare l'Ave Maria?
«Già, pensa tu la faccia degli altri. Sono scappato urlando che la festa era finita. Il giorno dopo ho chiesto in albergo qual era il santuario più famoso di Torino. Mi hanno mandato alla Consolata, dove ho incontrato Don Ferruccio: uno degli strumenti che Dio ha regalato alla mia salvezza. Mi sono confessato e gli ho raccontato la mia vita. Tutta».
E lui?
«Uno choc. Si agitava nel confessionale: vedevo la tendina tremare. "No, basta. Non puoi aver fatto questo". Gli ho parlato della droga, delle donne. Gli ho rivelato di quando al liceo avevo portato la mia ragazza ad abortire. Non lo sapeva nessuno, neanche mia mamma. Alla Consolata ho capito che la preghiera è il Toradol dell'anima, fa sparire il dolore. E lì ho riscoperto la Madonna: era il 3 gennaio del 2009. Il 2 febbraio sono andato per la prima volta a Medjugorje».
Brosio davanti al palazzo di giustizia durante tangentopoli
Qualche mese dopo ci è tornato con un aereo pieno di gente famosa. Ora ha scritto un libro. Perché le conversioni dei vip non sono mai un fatto intimo, riservato?
«Io sono un ex peccatore, le mie preghiere valgono poco. Ma sono anche un uomo di comunicazione, sono simpatico, posso convincere la gente a dare il suo aiuto. Sono un megafono, utile perché per fare la carità servono i soldi: un giorno, in Bosnia, sono andato da Gesù in croce e gli ho fatto una promessa: tua madre mi ha salvato, e voglio ringraziarla. Tornerò con 70 mila euro per suor Kornelya e per quelle sante religiose che lavorano qui. Poi mi sono spaventato e gli ho detto: possiamo fare 40 mila?».
Ha chiesto uno sconto al crocifisso?
«Beh, tolte le tasse era una cifra enorme, però sono riuscito a raccoglierla fino all'ultimo euro, grazie alla Madonna che ha fatto di tutto perché potessi mantenere la promessa. Pensa al mio lavoro: dovevo andare in India, per la Tribù di Mediaset, e invece il programma è stato cancellato a contratto già firmato. Ora sono come Mancini per l'Inter: mi pagano per non lavorare. Così posso tornare a Medjugorje, andare in giro a far promozione al libro. Il lavoro è sempre strumento della volontà di Dio, ma vuoi mettere il libro con un reality?».
Ma non si sente presuntuoso nel considerare ogni cosa che le succede come un segno della volontà divina?
«Dio ha un progetto per ognuno di noi. Ha voluto che cadessi quando ero al top del successo, e poi ha voluto salvarmi. Era tutto scritto: e adesso ogni giorno c'è qualcuno che bussa alla mia porta. Lo sai perché?».
Perché lei è un personaggio della tv...
«No. Perché pensano che se ce l'ho fatta io a fuggire dal Male, allora possono farcela anche loro».
Lo sa, vero, che molti pensano che Paolo Brosio sia impazzito?
«Certo che lo so. È normale che quando uno come me si espone ci sia qualcuno che lo insulta, ma forse ero pazzo prima, e ora sono guarito. Scusa, guarda i fatti: l'8 dicembre porto duecento persone a Medjugorje. E porto altri 30 mila euro per suor Kornelya e il suo progetto: una casa per gli orfani e i vecchi abbandonati, dove gli anziani leggono le favole e fanno i compiti insieme ai bambini. Un posto magico dove gli orfani diventano nipotini e i vecchi soli diventano nonni: una cosa bellissima. Matto io? Preferisco considerarmi uno strumento nelle mani della Madonna. E la Madonna, credimi, non è scema».